Chi siamo

Trentenni cresciuti in mezzo al cibo, quello buono.
Golosi, curiosi e viaggiatori.

Io, Sara, sono cresciuta tra salame di Varzi, Oltrepò Pavese e risaie. L'estate arrivava quando i campi intorno a casa si coprivano di uno specchio d'acqua. E poi via, in viaggio con i miei!
Durante il nostro vagabondare si assaggiava di tutto, ma sempre e rigorosamente cibo del luogo!
Da allora non ho più scordato la lezione...
Marco, un emiliano.
Che altro dire? Pasta fresca, possibilmente ripiena, e maiale nel sangue. 
Cresciuto in valle, dove finiscono i campi di pomodori e le vigne cominciano ad arrampicarsi sulle colline; abbastanza lontano da Piacenza per definirsi con orgoglio un "ragazzo di campagna". 

E' stato facile conquistarmi: è bastato un aperitivo "ruspante", con coppa e salame tirati fuori dalla cantina e tagliati al momento (al coltello, come si faceva in vigna) davanti a un bicchiere di vino.
Vera felicità, altro che "happy hour".

Il progetto

"Te lo dicevo di lasciar stare il gatto...ti ha graffiato? C'ho gusto!"

Non avevo mai sentito questa espressione prima di conoscere Marco, e ricordo ancora quanto ho riso la prima volta che me l'ha detta. Solo in seguito ci siamo resi conto di quanti significati si nascondessero dietro a questa espressione dialettale.
Era perfetta per il nostro progetto.

"C'ho gusto" significa innanzitutto "ho piacere", "mi fa piacere".
E proprio dal piacere nasce il nostro curiosare fra luoghi, tradizioni, persone e prodotti del territorio, oggetto di questo blog.
Insieme io e Marco ci siamo trovati, quasi naturalmente, ad andare alla ricerca delle nostre radici e alla scoperta del nostro Paese attraverso il cibo, e le persone che lo fanno (ancora, o di nuovo) come una volta.

Ma - diciamocelo - il nostro interesse non sarebbe tale se non fosse per l'emozione che un prodotto di qualità sa dare al nostro palato, e alla nostra vita.
Il "gusto" per definizione è uno dei 5 sensi di cui siamo dotati, capace di farci percepire i sapori di quello che mangiamo. Tutti i sapori. Eppure, se ci rifletti, il termine è quasi sempre utilizzato con un'accezione positiva: non si gusta un medicinale, però si gusta un vino, o un piatto.

Gira che ti rigira, la vita ha un senso se ciò che mangiamo e beviamo ci provoca piacere.
Se c'è gusto, insomma.

D'altra parte siamo ciò che mangiamo, e siamo anche (forse soprattutto) ciò che coltiviamo, che alleviamo, che produciamo. Siamo ciò che creiamo. E quando lo facciamo bene, con passione, con un risultato capace di emozionare, beh, allora anche questo va raccontato!

Da qui l'idea di condividere le nostre piacevoli esperienze di gusto: perchè non vadano perdute, perchè altri le possano vivere, perchè ognuno ci racconti le proprie.
Perchè fare cultura del territorio ci sembra un ottimo modo di passare il tempo, e ci diverte.

In sintesi, perchè... C'ho gusto!

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