Vigneti Oltrepo Pavese

Dalla Valdarno al Pratomagno: gli assaggi (e i luoghi) che non puoi perderti

Girogustando in Toscana #parte1

Girogustando in Toscana #parte1

Sulla Via dei Setteponti che collega Firenze ad Arezzo c’è un borgo che si fonde con un torrente. Non pensate alle acque basse e chete di pianura, ma a un bel torrente di montagna che scorre con carattere tra alte gole, su cui si arrampicano con rispetto case coraggiose e il ponte medioevale.
Il borgo in questione è Loro Ciuffenna: la nostra visita parte da lì e se capiti da queste parti non puoi proprio perdertelo.
A noi sono bastate poche ore per cogliere subito il profondo rapporto che lega questi luoghi alla natura e al suo cibo.

Loro Ciuffenna e dintorni: un viaggio dagli Etruschi al Medioevo

Loro Ciuffenna si trova alle pendici del Pratomagno, l’imponente massiccio che divide la Valdarno dal Casentino: si respira già aria di montagna, anche se al tempo dei romani l’antica Cassia Vetus che attraversava il fondovalle la rendeva una zona brulicante di traffico e commerci, e poi di pellegrini diretti a Roma in epoca medioevale.

Il risultato sono sorprese come la pieve di San Pietro a Gropina, a poche curve di distanza dal paese.

La pieve di San Pietro a Gropina

La chiesa romanica non appare subito, ma si nasconde in fondo ad un vialetto immerso nell’oliveto. Appena lo imbocchi, rigorosamente a piedi, il tempo si ferma e lo spettacolo inizia.
Una manciata di case ad abbracciarla, ulivi e campi tutt’intorno, un gatto che passeggia sui conci in arenaria: non ci stupiamo che la pieve sia stata dichiarata monumento nazionale.

Sbirciamo dentro... wow!

Mi appunto: la prossima volta, prenotare una visita guidata.
In alternativa, per i turisti tecnologici muniti di tablet o smartphone, il sito www.gropina.it è fatto davvero bene e si trasforma all’occorrenza in un’ottima guida (noi, ovviamente, l’abbiamo scoperto solo dopo a casa).

 

Dove il fagiolo è zolfino e la castagna perella: il Pratomagno

Ma le sorprese sono appena iniziate: da Loro Ciuffenna cominciamo a salire verso il Pratomagno, lungo una valle verdissima e ricca d’acqua. Ogni tanto, dopo una curva, tra le fronde spunta un paesino che non avresti mai pensato di trovar lì.

Una sosta la merita sicuramente il borgo di Anciolina, con le sue case in sasso, le scale in legno appese tra i vicoletti e la magnifica vista che si gode salendo alle spalle del monumento ai caduti. In basso si scorgono ulivi e viti, poi salendo sempre più boschi e castagneti. 

Il borgo di Anciolina nel Pratomagno

Una volta parte dell’economia del Pratomagno si fondava sulla ciliegia e sulla castagna, quella piccola e chiara, la castagna perella.
Con lo spopolamento della montagna, culminata negli anni 80, la castagna fu quasi del tutto dimenticata. Per fortuna in quegli anni qualcuno già lavorava per salvare questa tradizione dall’oblio.

"Era il 1984" ci racconta Viviano "e ci chiedevamo: ma perchè non si prova a farci qualchecos'altro con le castagne?". La sua azienda agricola, Radici, nasce ufficialmente nel 1989 come completamente biologica, in un’epoca in cui fare bio non solo non era di moda, ma era addirittura anacronistico. Pioniere, partecipa alla fondazione del Coordinamento Toscano dei Prodotti Biologici, quindi nel 1987 dell’AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica).
Viviano, insieme a sua moglie Sandra, dagli anni ‘90 coltiva diverse varietà in campi che si estendono da 300 a 1300 metri di altitudine sul Pratomagno, e le trasforma nel suo laboratorio in confetture, conserve e preparati in cui non trovi nulla se non frutta e ortaggi.
Gli anni di esperienza gli hanno consentito di mettere a punto ricette e metodi di cottura che permettessero di non aggiungere nessun conservante, addensante o legante, ma rendessero giustizia al sapore dei veri ingredienti. Tra cui, la mitica castagna perella! Che Radici oggi trasforma in farina e in crema spalmabile insieme ad altri ingredienti goduriosi come miele, nocciole e delizie varie.

 

Se ti viene fame...

Purtroppo noi abbiamo scelto la stagione sbagliata per assaggiare la farina di castagne, per la quale non ci resta che aspettare fino al prossimo inverno. Se però nel frattempo capiti da queste parti, puoi consolarti assaggiandone una golosissima e fedele espressione nel gelato preparato da Cassia Vetus, a Terranuova Bracciolini.
Qui puoi assaggiare il "geliterraneo", ovvero un gelato privo di coloranti, additivi, semilavorati industriali, conservanti. Ogni gusto è finemente curato ed ha una storia, per lo più locale, come quello al vinsanto di Gropina e cantuccini della bottega di Chiassaia, oltre ovviamente alla castagna perella.

E se una volta tornato a valle, dopo il gelato, ti viene nostalgia del Pratomagno puoi sempre fare scorta dei suoi prodotti!

A Montevarchi, all’inizio della Valdarno, puoi fare acquisti al Mercatale, un farmer’s market aperto tutti i giorni con un modello che consente a chi produce di vendere direttamente e responsabilmente i suoi prodotti pur restando in campo, nell’allevamento o in laboratorio.
Dal pane ai formaggi, dalla carne alle conserve, olio, vino, frutta e verdura: ogni prodotto riporta in bella mostra nome, zona e metodi di produzione del produttore, per una vera filiera corta.

Gelato di castagne, Fagiolo Zolfino, vino Sangiovese e conserve bio

Se invece, come noi, ti sei innamorato di Loro Ciuffenna e non intendi muoverti da lì, vicino alla piazza principale trovi la Bottega dell’Associazione dei Produttori del Pratomagno.
Si tratta di circa 15 produttori locali il cui obiettivo è salvaguardare e promuovere i prodotti della loro montagna tra cui, ad esempio, il fagiolo zolfino. Questo curioso fagiolo, piccolo e giallo come lo zolfo appunto, è estremamente delicato ma presenta qualità organolettiche uniche.
Cresce da sempre e solo sulle pendici del Pratomagno dove trova le condizioni ottimali che favoriscono la sua buona riuscita.

Noi ci siamo portati a casa quello dell’Azienda Agricola Sàgona, due ragazzi eccezionali che rendono giustizia al loro territorio producendo tre ottimi vini, olio, e molti altri prodotti della terra che poi cucinano ad arte nella loro naturalissima Osteria.
È grazie a loro se abbiamo assaggiato il caprino che "sa di fiori" prodotto a Chiassaia da Chiara, Sara e Niccolò, in mezzo alla montagna.

E poi ci sono le storie di Pannocchia, Rucola e Negrita...
Non sei curioso?! Segui i prossimi articoli, abbiamo in serbo per te molti altri racconti gustosi su queste zone!

 

Consigli e indirizzi difficili da trovare

Azienda Agricola Radici
Indirizzo e numeri di telefono sul sito www.radici.info
Trovi i loro prodotti al Mercatale (Montevarchi), oppure alla Bottega (Loro Ciuffenna).

Gelateria Cassia Vetus
Indirizzo e numeri di telefono sul sito www.geliterraneo.it
Attento! Noi li abbiamo visitati a Giugno 2015 presso il punto vendita in 
Via Alessandro Manzoni, 9 - 52028 Terranova Bracciolini (AR).
L'altro indirizzo che trovi sul sito, sulla Setteponti, all'epoca della nostra visita era in fase di trasloco.

Il Mercatale
A Montevarchi, per gli orari di apertura aggiornati consultare Facebook
Tel. 055 9851425
È in Piazza dell'Antica Gora, nei pressi di Piazza XX Settembre 
Noi li abbiamo trovati aperti dal lunedì a sabato, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20.

Bottega dell'Associazione dei Produttori del Pratomagno
Via Dante Alighieri, 2 - 52024 Loro Ciuffenna (AR)
Praticamente sotto la Porta dell'Orologio, è tenuto aperto a rotazione dagli stessi produttori per tre mattine a settimana: lunedì, mercoledì e venerdì.

Azienda Agricola Sàgona
Sàgona, via per San Clemente in Valle, Loro Ciuffenna (AR)
www.sagona.it
Se capiti da quelle parti in orario di pranzo o cena, ti consigliamo una sosta nella loro Osteria, immersa tra boschi e ulivi.
Per sapere quando sono aperti puoi chiamare la dolcissima Roberta al 393 8110260

 
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